Villa Benzon

Costruita dalla patrizia famiglia Benzon di Venezia al principio del XVIII° secolo, fu acquistata nel 1842 dai Caine che la restaurarono, quindi dai Franceschini, poi da Galante e infine dal N.H. Piovesana di Francenigo. 
Modesto ma elegante edificio: tipica villa veneta, con lungo viale d'accesso... Ai lati della porta, due mensolette del più puro settecento in marmo rosso. Belle colonne di pietra in una piccola corte. All'interno, rimodernata, bella scala con ringhiera settecentesca. 
La parte posteriore è più conservata nelle ali, che prolungano l'edificio centrale, con lo stesso carattere architettonico.
Bella terrazza selciata con muretto in pietra verso il brolo. Nel parco, trascurato, cinto di mura, uno stupendo oratorio settecentesco, con tre statue sul frontone, stucchi policromi in facciata, belle inferriata e due campaniletti.
Altare barocco in marmi colorati.
Ben conservato il tutto, sebbene adibito ad uso agricolo.

La Chiesetta di Villa Benzon
la Chiesetta di Villa Benzon<< ...A Chiarano, nei pressi del paese c'è uno dei tanti palazzi sperduti, lontani dalle vie consuete degli uomini, solitari nel piano, con le facciate estatiche che guardano all'infinito. 
Se non è in rovina, almeno è molto trasandato; specialmente la graziosa cappellina domestica che una volta si diceva di S. Giuseppe, poi dello Sposalizio della Vergine, ora della Sacra Famiglia. Perchè sull'altare, elegante di angioletti e fregi di marmo, è collocato un dipinto malamente ritoccato, che rappresenta S. Giuseppe nella sua bottega. 
Sul gradino dell'altare è scolpito: "factum est hoc ex devotione 1761": costruito per devozione nel 1761...
Il nome di Giuseppe ricorre spesso nella genealogia dei nobili Benzon, antichi proprietari della tenuta e della Villa, e ciò spiegherebbe, insieme con la data, il motivo della dedicazione a S. Giuseppe.
La strada che fiancheggia la Chiesetta si chiama ancora Benzona, ma, lungo il corso degli anni, la proprietà passò ad altri... >> 

La nobile Famiglia Benzon
I Benzon hanno avuto la fortuna, o la sfortuna, di annoverare fra le loro dame, una donna fatale: Marina Querini Benzon. Essa fu l'eroina della famosa barcarola << La biondina in gondoleta >>, ultima eco delle canzoni settecentesche di Venezia, i cui ritmi cadenzati vennero interrotti dalle schioppettate dei francesi nel 1797.