WEST NILE - Informazioni e Consigli

04 agosto 2022

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Si allega opuscolo informativo contenente consigli per ridurre la proliferazione dalle zanzare e misure di prevenzione individuali da mettere in atto per ridurre il rischio di contatto uomo- vettore.

Data di Pubblicazione

04 agosto 2022

informazioni

Il Dipartimento di Prevenzione dell'Ulss ha comunicato che, nella stagione corrente, c’è una bassa densità di zanzare rispetto agli anni scorsi, ma un precoce ed elevato tasso di positività per West Nile Virus nei pool di zanzare catturati in diversi comuni della Regione Veneto.
Inoltre, negli ultimi giorni sono emersi i primi casi umani di infezione West Nile Virus 2022.

Il virus West Nile, ormai considerato endemico nel nostro territorio, viene trasmesso con la puntura di zanzare infette all’uomo e agli animali, generalmente equini ed uccelli. Le zanzare appartengono al genere Culex, tra cui la zanzara comune Culex pipiens.

Oltre agli interventi larvicidi (realizzati in base ad una precisa programmazione) e adulticidi (realizzati solo in caso di comprovata necessità) gestiti dal Comune di Chiarano nell'intero territorio, è importante che tutta la cittadinanza collabori per limitare situazioni fonte di possibili proliferazioni di zanzare.

Pertanto è utile ricordare le azioni da adottare al fine di contenere la diffusione delle zanzare a tutela della salute pubblica.

Per i cittadini si tratta di non abbandonare oggetti e contenitori di qualsiasi natura e dimensioni dove possa raccogliersi l'acqua piovana (barattoli, copertoni, rifiuti, materiale vario sparso); svuotare giornalmente i contenitori di uso comune con presenza d'acqua e, ove possibile, lavarli e capovolgerli (bacinelle, bidoni, secchi, annaffiatoi); coprire ermeticamente i contenitori d'acqua inamovibili (bidoni, cisterne).

Fondamentale è infatti eliminare le fonti di acqua stagnante, tenendo il verde curato e trattando le caditoie con prodotti larvicidi per zanzare.

INFORMAZIONI:
La West Nile è una malattia infettiva trasmessa dalle zanzare, in particolare del genere Culex. Il virus si mantiene nell’ambiente attraverso il continuo passaggio fra le zanzare e gli uccelli selvatici, nei quali può provocare anche una significativa mortalità, e occasionalmente può essere trasmesso a diversi animali e all’uomo.  
In genere nei mammiferi l’infezione è asintomatica: tuttavia nei cavalli può presentarsi talvolta  sintomatologia clinica di tipo neurologico e anche nell’uomo il virus West Nile è responsabile di malattia clinica in una percentuale molto bassa di casi. Sia negli uomini che nei cavalli però la persistenza e la quantità di virus nel sangue non sono sufficienti a causare ulteriori contagi. Infatti  l’uomo e il cavallo sono ospiti cosiddetti “finali” e non costituiscono  dei comuni serbatoi di infezione per la zanzara. Pertanto la presenza di uomini e cavalli infetti non rappresenta un rischio di trasmissione di infezione. Nell’uomo la West Nile Disease è molto spesso asintomatica (in oltre l’80% dei casi) o si manifesta con sintomi lievi aspecifici; in casi rari (meno dell’1%), soprattutto in persone anziane o con deficit immunitario, si possono presentare forme più gravi con sintomi di tipo neurologico (encefalite o meningoencefalite). 
I cavalli svolgono un ruolo importante come segnale della presenza del virus nel territorio, dal momento che possono mostrare sintomi dell’infezione. 
 
Incubazione e sintomi 
Il periodo di incubazione dal momento della puntura della zanzara infetta varia fra 2 e 14 giorni, ma può essere anche di 21 giorni nei soggetti con deficit a carico del sistema immunitario. 
La maggior parte delle persone infette non mostra alcun sintomo. Fra i casi sintomatici, circa il 20% presenta sintomi leggeri: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei. 
Questi sintomi possono durare pochi giorni, in rari casi qualche settimana, e possono variare molto a seconda dell’età della persona. Nei bambini è più frequente una febbre leggera, nei giovani la sintomatologia è caratterizzata da febbre mediamente alta, arrossamento degli occhi, mal di testa e dolori muscolari. Negli anziani e nelle persone debilitate, invece, la sintomatologia può essere più grave. 
I sintomi più gravi si presentano in media in meno dell’1% delle persone infette (1 persona su 150), e comprendono febbre alta, forti mal di testa, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, disturbi alla vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma. Alcuni effetti neurologici possono essere permanenti. Nei casi più gravi (circa 1 su mille) il virus può causare un’encefalite letale.
  
Diagnosi 
La diagnosi viene prevalentemente effettuata attraverso test di laboratorio (Elisa o Immunofluorescenza) effettuati su siero e, dove indicato, su fluido cerebrospinale, per la ricerca di anticorpi del tipo IgM. Questi anticorpi possono persistere per periodi anche molto lunghi nei soggetti malati (fino a un anno), pertanto la positività a questi test può indicare anche un’infezione pregressa. I campioni raccolti entro 8 giorni dall’insorgenza dei sintomi potrebbero risultare negativi, pertanto è consigliabile ripetere a distanza di tempo il test di laboratorio prima di escludere la malattia. In alternativa la diagnosi può anche essere effettuata attraverso Pcr o coltura virale su campioni di siero e fluido cerebrospinale.  

Prevenzione 
Non esiste un vaccino per la febbre West Nile. Attualmente sono allo studio dei vaccini, ma per il momento la prevenzione consiste soprattutto nel ridurre l’esposizione alle punture di zanzare. 
Pertanto è consigliabile proteggersi dalle punture ed evitare che le zanzare possano riprodursi facilmente:  

  • usando repellenti e indossando pantaloni lunghi e camicie a maniche lunghe quando si è all’aperto, soprattutto all’alba e al tramonto  
  • usando delle zanzariere alle finestre  
  • svuotando di frequente i vasi di fiori o altri contenitori (per esempio i secchi) con acqua stagnante  
  • cambiando spesso l’acqua nelle ciotole per gli animali  
  • tenendo le piscinette per i bambini in posizione verticale quando non sono usate.  


Terapia e trattamento  
Non esiste una terapia specifica per la febbre West Nile. Nella maggior parte dei casi, i sintomi scompaiono da soli dopo qualche giorno o possono protrarsi per qualche settimana. Nei casi più gravi è invece necessario il ricovero in ospedale, dove i trattamenti somministrati comprendono fluidi intravenosi e respirazione assistita.